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Dal nostro inviato Rino Stanizzi

INTER - MILAN   3 - 2

E' proprio il caso di dire FINALMENTE....!!!!
Il 263° derby di Milano è vinto (MERITATAMENTE direi) dall'Inter, che con un colpo solo batte e supera in classifica i "cugini" del Milan.
Una bella partita, dove è l'Inter a fare il Milan, tenendo in mano il pallino del gioco con un sontuoso possesso palla e un pressing che non permette quasi mai ai metronomi del Milan di entrare in partita e un Milan che fa l'Inter cercando di ripartire in contropiede con un Kakà in grande spolvero.
Mancini sceglie di mantenere quel 4-4-2 ormai collaudato che da gennaio 2005 in poi sta portando tanti risultati positivi,con la sorpresa di Stankovic a destra e Figo a sinistra, Adriano-Martins in attacco e Veron in cabina di regia al suo fianco Cambiasso giocatore che riesce a dare qualità e quantità come pochi, Ancelotti dal canto suo ha qualche problema in difesa ed è costretto a "dirottare" Kaladze al centro, Stam a destra e Serginho a sinistra, in attacco la coppia Sheva-Gilardino con l'ex Vieri a scaldare la panchina (come gli capita spesso quest'anno).
Parte forte l'Inter che cerca subito di impremere all'incontro un ritmo forsennatto, cercando di sfruttare la superiorità sulle fasce laterali, Figo e Stankovic in serata di grazia mettono in seria difficoltà Serginho e Stam, il centrocampo ha sempre la meglio sul quello del Milan, con Veron che con continui e precisi cambi di gioco, riesce a far fare alla sua squadra quello che serve per mettere in difficoltà il Milan, allargare la difesa avversaria, per fare in modo di lasciare Adriano-Martins nell'uno contro uno con Nesta e Kaladze.
Proprio da uno scambio Adriano-Martins nasce l'azione che porta Nesta a cadere nella propria area, toccando il pallone con il petto e non con il braccio, come ha ritenuto l'arbitro Messina, decretando il rigore per l'Inter, che Adriano trasforma in maniera perfetta, mandando la propria squadra al meritato vantaggio.
Ma Messina non vuole smettere di essere protagonista e decide di pareggiare i conti, concedendo anche al Milan un'altro rigore inesistente. Punizione battuta da Pirlo, la palla carambola dalla testa di Cambiasso alla mano di Stankovic, per l'arbitro è rigore (solo per lui), sul dischetto va Sheva è realizza, 1-1 e si va negli spogliatoi per un thè caldo.
Il secondo tempo inizia con la stessa trama del primo, con l'Inter che fa la partita e con il Milan che tenta di ripartire in contropiede con il solito Kakà (l'unico che cerca di creare problemi all'Inter).
Al 59' Adriano calcia una  punizione forte e precisa, Dida torna ad essere quel portiere che avevamo conosciuto ed ammirato qualche anno fa a Leeds e che dalla finale di ISTAMBUL non azzecca più una, invece di deviare in calcio d'angolo tenta di bloccare, ma la palla gli scappa dalle mani, Martins come un felino si catapulta sulla palla e la scaraventa in rete, 2-1 palla al centro.
Da qui in avanti il Milan cerca di reagire creando però solo un pericolo alla porta di Julio Cesar, il solito Kakà calcia in porta un tiro forte ma centrale, che trovando la deviazione sfortunata di testa di Cordoba si stampa sul palo.
All'82' arriva immeritatamente il pareggio, punizione laterale battuta da Pirlo, Stam svetta più in alto di tutti e batte Julio Cesar, 2-2.
A questo punto sembra che la partita finisca con un pareggio che va a vantaggio solo della Juventus.
Ma al minuto 91 su calcio d'angolo calciato da Veron, l'Imperatore Adriano come un fulmine che spacca in due il cielo stellato di una notte di agosto, salta sovrastando indovinate chi? Si, proprio lui, quel Bobo Vieri, che trasferitosi in estate sull'altra sponda calcistica di Milano, aveva detto che nel nuovo ambiente stava rinascendo.....speriamo che di queste rinascite ne capitino più spesso.
3-2 e tutti a casa.

12/12/2005

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